HABEMUS BACO

by Bachi Da Pietra

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2005 - 2015: HABEMUS BACO TUTTA LA VITA.

credits

released May 5, 2015

MUSICA E TESTI DI G. SUCCI, TRANNE ‘AMIAMO LA GUERRA’, TESTO DI G. PAPINI (1914). REGISTRAZIONE, MIX, MASTER: GIULIO RAGNO FAVERO, ALLO STUDIO LIGNUM DI VILLA DEL CONTE (PADOVA) DICEMBRE 2014 - GENNAIO 2015.
GRAZIE SPECIALE A MIRKO SPINO, PRIMO BACATO SULLA TERRA, A GIULIO R. FAVERO, ENRICO MOLTENI, DAVIDE TOFFOLO, RICCARDO ORLANDI, FRANCESCO SCRIMAGLIO E A TE:

CI VEDIAMO DAL VIVO, SE NON E’ FINITA.

2005 - 2015: HABEMUS BACO TUTTA LA VITA.

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Bachi Da Pietra Nizza Monferrato, Italy

Mutant insects and worms digging stone. No silk. Rock'n'Roll.

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Track Name: Habemus Baco
Dal punto più basso più sporco e lontano dove siamo siamo strisciamo e spacchiamo dal 2005 in poi davanti a quattro di voi davanti a mille di voi due di noi pulvis et umbra sumus lapis bombis mori humus HABEMUS BACO se la cava nella cava il loop di carne alla grande smuove mille metri cubi di granito col feedback e se non se la cava sfonda il fondo e scava la più negra e metallica vena mannara sgretolando il mio rolling stone verme nel midollo ma uno stone-worm e lo so ci vado sotto e ne sarò sepolto riposerò quando sarò morto pulvis et umbra sumus lapis bombis mori HABEMUS BACO nessun face-painting per rappresentare il male siamo abbastanza orrendi al naturale dopo vent’anni di palchi e di gloria di merda ma prima di mollare me ne faccio altri trenta e se mi credi preso male be’ ti sbagli di grosso è felice e contento un rospo in un fosso un moscone in un cesso un cristo rimorto intombato nel sepolcro non so lui ma io risorgo se mi lasci vivo e se mi lasci morto bene allora addio pulvis et umbra sumus lapis bombis mori HABEMUS BACO sono la mia croce sarò il mio destino scioglie e coagula l’insetto divino il mezzo del cammino l’ho doppiato da un po’ ora è tutta in discesa rotolerò rotolerò e roccherò fino al mio funerale fino all’ultima pietra che sono qui per spaccare pulvis et umbra sumus lapis bombix mori HABEMUS BACO
Track Name: Tutta La Vita
La vita è una e questa è mia non so la tua la mia va via buona fortuna comunque sia la vita è una Una bugiarda una fottuta un veleno che si sputa appesa a un impianto di fortuna la vita è una tanto amata mai cagata una imbalsamata con cura una vissuta o non vissuta è lunga e dura la vita è una Una bugiarda una puttana dritta in faccia o fatamorgana una sedia di plastica a bordo strada una reggia fantastica regalata è lunga e dura e se non è finita è lunga e dura tutta la vita Rovescio il verso all’ultima rima riparto dal fondo ripunto in cima la tiro coi denti e lei mi tira da tutta la vita in tutta la vita
Track Name: Amiamo La Guerra
"Finalmente è arrivato il giorno dell'ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima dell'anime per la ripulitura della terra. Ci voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e lacrime [...]. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue per l'arsura dell'agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una muraglia di svampate [...] è finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell'ipocrisia e della pacioseria. [...] I civili son pronti a tornar selvaggi, gli uomini non rinnegano le madri belve. Non si contentano più dell'omicidio al minuto. [...] Chi odia l'umanità - e come si può non odiarla [...] - si trova in questi tempi nel suo centro di felicità. La guerra, colla sua ferocia, nello stesso tempo giustifica l'odio e lo consola. [...] La guerra, infine, giova [...] I campi di battaglia rendono, per molti anni, assai più di prima [...] E il fuoco degli scorridori e il dirutamento dei mortai fanno piazza pulita fra le vecchie case e le vecchie cose. Quei villaggi sudici che i soldatacci incendiarono [...] E rimarranno anche troppe cattedrali gotiche e troppe chiese e troppe biblioteche e troppi castelli per gli abbrutimenti e i rapimenti e i rompimenti dei viaggiatori e dei professori. Dopo il passo dei barbari nasce un'arte nuova fra le rovine [...] Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finché dura. [...] perché spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice - dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi".

(L’autore scrisse questo testo all’eta di 33 anni, nell’ottobre del 1914. Un anno dopo vide la guerra e se ne pentì. Non morì in trincea o falciato come milioni di altri inutili, ma all’età di 75 anni, scampando anche al secondo c!onflitto mondiale, nel pacifico 1956).